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21/11/2016

La scuola e’ ricominciata da qualche mese e quest’anno ci sono anche materie, insegnanti e compagni di scuola nuovi.
Conoscere i nuovi compagni può essere fondamentale sotto certi aspetti, perché isolarsi potrebbe aumentare le probabilità di essere presi di mira dai bulli.
L’altro giorno ero a scuola, appoggiato ad una colonna in compagnia dei miei pensieri, quando all’improvviso un bulletto mi punto’ gli occhi addosso con aria minacciosa.
Si avvicino’ sempre di più ed io cambiai l’atteggiamento del mio sguardo molto rapidamente. Mi feci trovare pronto, sicuro, rilassato e concentrato e questo lo destabilizzo’ moltissimo, sino al punto di percepire lui un sentimento di insicurezza. Cambio’ addirittura il ritmo della propria camminata e l’intensità del suo sguardo calo’ improvvisamente.
Uno sguardo, due semplici occhi, possono incutere paura anche ad un Golia. L’importante è’ farsi trovare pronti, rilassati,concentrati e senza paura. Gli occhi comunicano le nostre emozioni e da essi le persone leggono il nostro stato d’animo.

Un’altra volta invece, mi trovavo ad accompagnare in palestra alcuni bambini della mia scuola di Karate. Loro, facendo parte del corso dei bimbi, hanno età’ diverse che vanno dai sei ai 12 anni. Incontrammo lungo il nostro cammino una “mandria” di ragazzetti esuberanti, che già all’età di quattordici anni fumano sigarette, bevono alcool e godono di un po troppa libertà. Si atteggiavano come dei “Padri Eterni”.
I bambini mi supplicarono di cambiare strada perché avevano paura di questi ragazzi. Io decisi di continuare tranquillamente e dissi loro di non temere.
Uno di questi mi guardò con aria superba, di sfida. Io lo controllai con lo sguardo sicuro e senza paura. Quello gruppo mi vide così sereno e sicuro che si aprì per farci passare. I bambini non dissero nulla e dentro di me ero soddisfatto della mia “impresa di coraggio”, perché in quel momento ero una figura protettiva per loro. Credo sia molto importante difendere i più indifesi e farsi trovare pronti davanti alle ingiustizie.
In quei momenti mi venne in mente una storia che il Maestro Scalmati mi raccontò: un giorno il M° Kanazawa gli disse che, un Samurai
lo si riconosce dallo sguardo,se un ladro ti ruba la bicicletta, non devi andare lì e minacciarlo,solo dal tuo sguardo deve capire di doverti lasciare in pace.
Ci terrei a specificare che,secondo me, lo sguardo è una parte del noto e ormai poco in uso “atteggiamento mentale”, ovvero quel comportamento tipico di un Artista Marziale. Io parlo con la mia micro esperienza,quindi nessuno si senta offeso dalle mie parole. Spero che nessuno si senta chiamato in causa con risentimento, ma è’ vero che il vero spirito nelle arti marziali sta scomparendo.

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