seishikaratedo_logo

Mario Trezzi 2

Quando e perchè ha deciso di iniziare la pratica del Karate?

Fin da ragazzino ho sempre praticato molto sport (calcio e atletica leggera).Intorno ai 15/16 anni, siamo negli anni 70, un mio amico che aveva da qualche mese iniziato a frequentare una palestra dove si insegnava Karate mi parlava in continuazione di questa arte marziale , degli allenamenti estenuanti a cui era sottoposto e mi convinse ad andare ad assistere ad una lezione. Dopo una settimana mi ero già’ iscritto in quella palestra malgrado il parere contrario dei miei genitori che non vedeva di buon occhio quel genere di attività giudicandolo troppo violento e da teppisti. Io invece rimasi subito affascinato dagli allenamenti a quel tempo veramente duri e dall’atmosfera che si respirava in quel luogo .Quella palestra era loSport Center fondata negli anni 60 dal grande M Roberto Fassi e dove oggi dopo oltre 40 anni mi trovo ancora ad insegnare ed a praticare con il M Cuturello con il quale iniziai nel lontano 1974 . Al M Roberto Fassi ed al M Cuturello sarò eternamente grato per gli insegnamenti e per avermi aiutato a crescere come uomo e come praticante di Karate.
Considero il M Fassi uno dei più grandi cultori di arti marziali in Italia e non solo. Forse non tutti sanno che è’ stata la persona che per primo ha invitato in Italia negli anni 60 i più grandi maestri giapponesi del Karate srotolano quali il m. Kase , Shirai, Kanazawa ed Enoeda. Il m Shirai poi si stabilì in Italia ed inizio uno straordinario periodo di sviluppo per il Karate italiano. Ho avuto la fortuna ed il privilegio di allenarmi con il M Roberto Fassi e di passare molto tempo con lui. A lui devo eterna gratitudine perché ha influito in maniera determinante sulla mia formazione di uomo. Il M Fassi era una persona di straordinaria umanità e di grande intelligenza, fino agli ultimi giorni della sua vita continuava a studiare ed approfondire la sua conoscenza delle arti marziali. Il suo stile di vita ha rispecchiato lo spirito del Karate facendone un maestro non solo di Karate ma un maestro di vita. Il miglior modo per ricordarlo e’ quello di mettere in pratica quello che ci ha insegnato e per cui si è’ impegnato per una vita intera.

img402 copy

Ci racconta qualche aneddotto sui M. Kanazawa, Kase, Enoeda, Shirai e Tamano?

Ho avuto la fortuna in eta’ giovanile di allenarmi con  alcuni tra i piu’ grandi maestri Giapponesi. Tutti sono o erano autentici fuoriclasse perche’ qualcuno nel frattempo e’ scomparso  . Tra questi  grandi maestri quello che mi ha lasciato un ricordo piu’ intenso e’ stato il grande M. Kase , tra i vari episodi c’e’ uno che ricordo con particolare intensita’ e che rispecchia totalmente la grandezza della persona.  E’ stato durante una manifestazione al Palazzetto dello Sport di Milano, erano presenti tutti i piu’ grandi Maestri della JKA oltre ai migliori atleti e maestri  Italiani, la scaletta delle dimostrazioni comprendeva anche una ns. esibizione di Kobudo diretta dal M. Roberto Fassi. Ci trovavamo nei corridoi del Palazzo dello sport intenti a ripetere in continuazione i ns. esercizi. eravamo eccitati ed emozionati perche’, gli spalti erano quasi totalmente gremiti di gente, in questi corridoi c’era un grande via vai di Maestri Giapponesi e italiani i quali non ci degnavano di uno sguardo, l’unico che si e’ avvicinato a noi e’ stato il M. Kase il quale  aveva appena terminato la sua dimostrazione e,  notando la ns. agitazione sempre sorridendo come era suo costume con pochi gesti e parole ci ha consigliato di concentrarsi sul ki, sulla respirazione, il resto diceva, sarebbe venuto fuori da solo. Infatti forse anche caricati da questo episodio facemmo una delle migliori dimostrazioni di kobudo di sempre ed al termine della ns. esibizione ricevemmo da lui  dei complimenti con grande orgoglio anche del M. Roberto Fassi. Dal mio punto di vista e’ anche da questi episodi che si comprende la grandezza di un Maestro non solo dalle performance tecniche, d’altronde non sta a me certo descrivere che cosa e’ stata e cosa e’ tuttora la sua figura  per i praticanti di karate-do . Per noi rimane un faro, un’esempio di semplicita’ , rettitudine e  devozione al karate-do  da seguire e da trasmettere alle future generazioni..

img403 copy

Quando e perchè ha iniziato a praticare il Kobudo?

All’inizio delgli anni 70 durante i suoi frequenti viaggi negli stati Uniti ilsuo insaziabile desiderio di approfondire lo studio del karate nei suoi diversi aspetti  porto’ il M Roberto Fassi ad  incontrare  il M Tamano che allora insegnava in una piccola paletsra di New York kobudo e karate di Okinawa lo stile gojiu ryu.
Il M Roberto Fassi incomincio’ a prendere lezioni di kobudo e dopo un po di tempo inizio’ l’insegnamento in Italia Per cui   praticare il kobudo per me e’ stato una logica conseguenza stando a contatto con il M. Fassi, lo studio delle armi delle quali la maggior parte e’ costituita da attrezzi agricoli adattati poi a vere e proprie armi micidiali  veniva considerata parte integrante dell’allenamento del karate. La pratica del kodudo e’ importante,perche’ attraverso la pratica dei kata e del khion si ha l’opportunita’ di irrobustire e migliorare la tecnica di karate e si puo’ capire meglio alcuni passaggi e relative applicazioni dei kata shotokan che contengono anche difese dal BO bastone lungo .
Ricordo con piacere quel periodo in cui essendo tra i primi  a praticare uno stile di Kobudo originale di Okinawa incominciammo a divulgare questa arte marziale con dimostrazioni che ebbero grande successo, incominciammo a ricevere tantissime richieste , partecipammo a stages in tutta Italia e   ben presto moltissimi praticanti di karate poterono iniziare a conoscere l’uso delle armi . Grazie al lavoro  di divulgazione svolto dal M Roberto Fassi  ,  il M Tamano agli inzi degli anni 80 si stabili’ in Italia e creo’ la propria organizzazione di kobudo e karate gojiu di Okinawa, Ebbi anche l’opporunita’ di studiare per qualche anno  questo stile di karate con lo stesso  M Tamano, uno stile molto interessante,  Viene enfatizzato il combattimento da corta distanza in cui oltre alle tecniche di mano viene studiato l’uso delle leve, proiezioni e cadute e come parte fondamentaledella pratica si da tantissima importanza alla respirazione ed allo sviluppo dell’energia interiore attraverso la studio del kata Sanchin, devo dire che questa esperienza ha senz’altro migliorato in generale anche il mio modo di praticare il karate shotokan.

img404

Cosa ne pensa dell’agonismo nel Karate?

Premetto che per il mio modo di intendere il Karate e le arti marziali in genere le gare rivestono il 10% di importanza, stiamo parlando di una attivita’ che come ho gia’ detto contempla oltre alla pratica del corpo anche una pratica interiore che mal si concilia con l’agonismo esasperato .
Devo dire che le gare sono servite molto all’inizio per divulgare il karate in Italia e nel resto del mondo, ma poi con il passare del tempo la pratica agonistica esasperata e la creazione di tante  federazioni ha trasformato il Karate do a karate sportivo stravolgendone completamente il significato.

img400 copy

Che cosa consiglierebbe agli istruttori di Karate di oggi e di domani?

Molti atleti praticano karate solo in funzione dell’evento agonistico in cui e’ proibito usare  colpi di gomito, ginocchia, calci bassi, ecc.,  anche per quanto riguarda i kata nella gara prevale l’aspetto atletico e mi e’ capitato di assistere a gare di kata in cui i partecipanti molto bravi atleticamente stravolgevano l’esecuzione per enfatizzare solo le parti piu’ spettacolari. Il karate-do  e’ uno studio che dura tutta una vita come hanno insegnato i grandi maestri, fare del karate una pura pratica sportiva  perdera’ di interesse e importanza man mano che con l’avanzare dell’eta’ il fisico tende a perdere la brillantezza dell’eta’ giovanile. In questo momento di degenerazione delle arti marziale e del karate responsabilita’ delgli istruttori e’ di insegnare il Karate-do in maniera completa come disciplina del corpo e della mente inculcando fin dai primi passi il rispetto della forma e del comportamento cercando di mantenere viva la tradizione e di non dissipare questo enorme patrimonio lasciatoci dai grandi maestri del passato.

Marco e Mario

Riuscirebbe a descrivere a parole il suo sentimento di gratitudine verso il Karate Do?

Ho avuto la fortuna di iniziare a praticare Karate-do fin da giovane eta’, la pratica costante e la ricerca di migliorarmi anche interiormente  mi ha aiutato anche ad affrontare le varie fasi della vita. Le Arti Marziali ed quindi anche il Karate-do se praticati nella maniera corretta sono di grande beneficio per la salute del corpo e dello spirito e la riprova e’ che dopo piu’ di 40 anni mi trovo ancora ad allenarmi con lo stesso entusiasmo di una volta, come ho gia’ detto il merito di questo e’ della scuola a cui appartengo e dei Maestri che hanno contribuito in maniera determinante alla mia formazione. Nel mio piccolo cerco di trasmettere questi valori ai miei allievi.

img401 copy