{"id":780,"date":"2015-03-24T14:43:54","date_gmt":"2015-03-24T13:43:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seishikaratedo.com\/?p=780"},"modified":"2015-03-24T14:52:14","modified_gmt":"2015-03-24T13:52:14","slug":"storia-di-un-sogno-a-bizan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.seishikaratedo.com\/?p=780","title":{"rendered":"STORIA DI UN SOGNO A BIZAN"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.seishikaratedo.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/seishikaratedo_logo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-101\" src=\"https:\/\/www.seishikaratedo.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/seishikaratedo_logo-300x54.jpg\" alt=\"seishikaratedo_logo\" width=\"300\" height=\"54\" srcset=\"https:\/\/www.seishikaratedo.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/seishikaratedo_logo-300x54.jpg 300w, https:\/\/www.seishikaratedo.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/seishikaratedo_logo.jpg 778w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>STORIA DI UN SOGNO A BIZAN<\/strong><br \/>\n<strong>di Shiro Saigo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.seishikaratedo.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Saigo-Shiro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-783\" src=\"https:\/\/www.seishikaratedo.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Saigo-Shiro-239x300.jpg\" alt=\"Saigo-Shiro\" width=\"239\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.seishikaratedo.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Saigo-Shiro-239x300.jpg 239w, https:\/\/www.seishikaratedo.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Saigo-Shiro.jpg 591w\" sizes=\"(max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Qualche tempo fa cacciavo nella penisola di Shimabara. La stagione si annunciava eccellente e nutrivo buone speranze. Dopo alcuni giorni mi sono ricordato che a due chilometri dal castello presso cui mi trovavo, esisteva una sorgente termale chiamata Shinto, ai piedi del monte Bizan e ho deciso di passarci qualche giorno, per bagnarmi e riposare. L\u2019avevo scoperta sette anni prima. All\u2019epoca attirava molti turisti ed era attorniata da qualche albergo. Ma il conflitto russo-giapponese aveva distrutto tutto e non restava pi\u00f9 nulla di ospitale. Una coppia anziana gestiva i bagni. Sulla soglia di casa, in questo luogo desolato e insieme incantatore, la vecchia guardiana vendeva dolci ai bimbi che raggiungevano il monte sacro. Le chiesi ospitalit\u00e0, che essa concesse bonariamente, dicendomi:&#8221;Tutto quello che posso offrirvi, se vi piace, \u00e8 un po\u2019 di riso e una pessima stuoia. Ma, felicemente, questa sera verr\u00e0 al bagno un celebre samurai, e voi potrete passare la notte a chiacchierare con lui. Ora andate dunque a ristorarvi dalle fatiche della strada&#8221;. Quando giunse il vecchio ospite mi sono inchinato profondamente. Risollevandomi, ho contemplato i suoi capelli candidi, la lunga barba d\u2019argento e sull\u2019aori (giacca) il mon (stemma) della famiglia che aveva servito, rappresentato, se i miei ricordi sono buoni, da un bastone sorretto da bonzi. Tutto in lui rifletteva nobilt\u00e0 d\u2019animo. Mi sono presentato: &#8220;Mi chiamo Shiro Saigo, sono venuto per cacciare. Mi hanno parlato di voi; sarebbe indiscreto chiedervi il nome? &#8221; &#8220;Prima di rinunciare al mondo \u2013 rispose \u2013 ero al servizio di un principe a cui insegnavo gekken (scherma), e ora vengo chiamato Furuneko Misinshai. Qui accanto, sulla montagna, ho costruito una capanna dove passo le giornate studiando&#8221;. Mi colp\u00ec la singolarit\u00e0 di quel nome. Se Misinshai, che ha rinunciato al mondo, \u00e8 un nome samurai, Furuneko, che significa vecchio gatto, \u00e8 alquanto curioso. Cos\u00ec ho espresso le mie perplessit\u00e0, intrigato dall\u2019origine di quel nome: &#8220;Ho molto viaggiato, ma ancora non mi era capitato di trovare qualcuno che si chiamasse cos\u00ec!&#8221; &#8220;Avete ragione \u2013 rispose sorridendo \u2013 Furuneko non \u00e8 il mio nome e tantomeno quello dei miei figli. \u00c8 un soprannome personale e trova origine nella strana avventura di molto tempo fa. Ma non potrete comprenderla se non avete esperienza di arti guerriere; l\u2019avete?&#8221; &#8220;S\u00ec \u2013 ho risposto \u2013 mi sono dedicato fin da bambino al budo. Per 16 anni ho studiato judo con il maestro Kano Jigoro ma, con rimpianto, non sono ancora riuscito a penetrarne tutti i segreti. Vi prego di raccontarmi la storia del vostro nome; ascoltarla da voi stesso sar\u00e0 una grande gioia&#8221;. &#8220;Bene \u2013 disse il vecchio samurai dopo un istante di riflessione \u2013 parler\u00f2 dunque per voi. Quand\u2019ero giovane mi dedicavo alle arti guerriere. Una sera, non so proprio come, nella mia camera si introdusse un enorme ratto. Andai a cercare il mio gatto Tama, molto goloso di roditori. Ma non appena furono faccia a faccia, il ratto gli salt\u00f2 al capo una, due, tre volte con la velocit\u00e0 di una freccia&#8230; e mi vergogno a dire che il mio gatto cos\u00ec forte, morso sul naso, fugg\u00ec. Altri quattro gatti, celebri per il coraggio, furono messi in fuga allo stesso modo. Feriti alla gola, o agli occhi, o alle zampe, avevano un aspetto ben pietoso. Ero stupefatto. Rimproverando la loro vigliaccheria ho afferrato la shinai (spada di bamb\u00f9) che usavo per allenarmi con ardore. Ma al momento di essere colpito il ratto schiv\u00f2. M\u2019innervosii, colpendo a destra e a manca, avanti e indietro. Quello evitava i colpi con la rapidit\u00e0 del lampo&#8230; Perfino, una volta, correndo lungo il bamb\u00f9, mi salt\u00f2 in piena fronte. Il bravo guerriero che sono, ne tremava, allo stremo delle forze&#8230; Fu allora che un vicino, richiamato dal rumore, mi disse: &#8211; Conosco un gatto molto coraggioso, che non ha pari; vado a cercarvelo, voi prendete riposo -. Confuso per essere stato sorpreso in quelle condizioni, accettai. Il gatto era vecchissimo. Al vederlo dubitai di lui. Denti e unghie erano consumati e aveva gli occhi catarrosi. Sembrava anche incapace di correre. Per un istante pensai che non poteva uccidere quel ratto, ma poich\u00e9 mi garantivano il suo coraggio, poteva darsi che disponesse di una tecnica di combattimento particolare. Lo misi nella stanza. Per incredibile che possa sembrare, quel grosso topo che aveva messo in fuga i giovani gatti&#8230; eanche me, abile kendoista, se ne stava tremante di paura in un angolo. Il vecchio gatto avanz\u00f2 con calma e lo divor\u00f2 senza che opponesse la minima resistenza. Sognavo? Era realmente accaduto! Coricandomi tardi, nel silenzio della notte mi sembr\u00f2 di sentire un mormorio di conversazione provenire dalla stanza vicina. Chi era? Guardai da uno spiraglio e vidi&#8230; un\u2019assemblea di gatti. Il vecchio con i giovani! Sedeva al posto d\u2019onore e di fronte gli altri si inchinavano profondamente. Un gatto avanz\u00f2 e disse: &#8211; Nati per catturare topi, da generazioni abbiamo perfezionato la tecnica. Mai abbiamo conosciuto sconfitta, ma oggi siamo tutti disonorati. Tuttavia voi avete trionfato facilmente su questo topo, disponete dunque di una tecnica speciale? Vorreste insegnarcela? &#8211; &#8211; Siete giovani \u2013 rispose il vecchio gatto \u2013 avete movimenti vivi, ma in verit\u00e0 non conoscete il segreto del combattimento. Questo \u00e8 l\u2019unico motivo della sconfitta. Anche se faticherete a comprendere, vi riveler\u00f2 questo segreto, in realt\u00e0 molto semplice. Ma prima raccontatemi la storia dei vostri studi e cosa avete provato attaccando questo topo -. Uno dei pi\u00f9 giovani, nero di pelo, avanz\u00f2 e disse: &#8211; Ero appena uscito dal ventre di mia madre e potevo a malapena aprire gli occhi che gi\u00e0 mi allenavo a prendere farfalle nel cielo, uccelli in giardino e topolini nella cucina. Ora ho studiato molto. Sono capace di saltare un ostacolo di due metri, posso infilarmi in un buco grande quanto un pugno, correre su una trave stretta con la stessa sicurezza che sulla strada, fare salti pericolosi, mordere, graffiare, saltare, oppure fingere il sonno per meglio sorprendere, e altre cose ancora. Tutti riconosconio il mio valore, ma non comprendo la meccanica della sconfitta di questa sera -. Il vecchio gatto rispose sorridendo: &#8211; Avete fatto bene a studiare la tecnica. Effettivamente i Maestri del Passato ne hanno formulato i principi e li hanno raccomandati affinch\u00e9 tutti possano attingere alla verit\u00e0 fondamentale della Via. Dato che la Via \u00e8 contenuta in essi, per conoscerne i segreti, dovete studiare la progressione dell\u2019arte. Ma quando siete in possesso della teoria e disponete di una tecnica efficace, se ritenete di essere un grande esperto e che lo studio sia terminato, siete simili a un girino che nuota nel pozzo, persuaso che il cielo sia molto piccolo, sopra di lui. Al contrario avete ancora molto da studiare per comprendere che il segreto dell\u2019arte non risiede nella pura tecnica -. Per prendere la parola avanz\u00f2 un gatto tigrato: &#8211; Fin da principio il Maestro mi ha insegnato che il segreto della vittoria risiede nell\u2019energia dello spirito, il ki. Ho verificato che, se in combattimento dominiamo l\u2019avversario con la forza dello spirito, egli \u00e8 alla nostra merc\u00e9. Anche se non facciamo uno sforzo particolare in questa direzione, la buona tecnica \u00e8 pronta a scaturire liberamente in ragione delle circostanze&#8230; Ugualmente possiamo far cadere il topo che corre sul cornicione con il solo potere dello sguardo carico di energia. Cos\u00ec non ho mai cessato di accrescere la potenzialit\u00e0 interiore. Ora ho il corpo pieno di forza e l\u2019impressione che essa raggiunga i confini dell\u2019universo. L\u2019ho sempre usata con successo in combattimento. Per quale strana magia questo topo mi \u00e8 sfuggito stasera? Prima ancora che potessi fissarlo, come un fantasma, non era pi\u00f9 l\u00e0, spostandosi con un\u2019abilit\u00e0 sconcertante. La mia tecnica speciale si \u00e8 rivelata inefficace, la potenza dello spirito altrettanto, e per di pi\u00f9 ho subito una grave sconfitta. I miei studi erano probabilmente insufficienti, ma non mi do pace per quanto \u00e8 accaduto. Vorreste avere la compiacenza di illuminarmi? &#8211; Il vecchio gatto rispose gravemente: &#8211; La potenza dello spirito che avete ricercato \u00e8 limitata, dal momento che ne siete cosciente. Non conviene far conto su qualcosa quando siete di fronte a un avversario che, anch\u2019esso, vuole sottomettervi. Supponete di affrontare qualcuno che non potete superare nel ki, cosa succeder\u00e0? Questa impostazione vi porta a sottovalutare il nemico, esso pu\u00f2 fare altrettanto, e cosa farete se per caso vi \u00e8 superiore? Voi date per scontato di essere superiore e questo non va bene. Quello che avete sperimentato nel corpo e nell\u2019armonia dell\u2019Universo \u00e8 davvero una manifestazione dell\u2019energia, ma siete ancora lontano dalla visione allargata del cinese Mooshi. Quest\u2019ultima \u00e8 la vera forza dell\u2019Universo, mentre quella che avete percepito nel cuore \u00e8 una fase di passaggio. \u00c8 come la differenza tra la forza continua del fiume che scorre l\u2019inondazione di una notte. Infine vi cito il proverbio: il montone disperato, morde. Cosa che \u00e8 successa al vostro ratto; nell\u2019istante critico nulla pi\u00f9 contava per lui: la vita, la morte, il desiderio, la vittoria, o la sconfitta. Non ha provato a proteggere il corpo, e questo \u00e8 il segreto che gli ha conferito la qualit\u00e0 dell\u2019acciaio. Evidentemente non poteva essere battuto dalla vostra energia! La natura del vostro ki appartiene alla testardaggine, una delle cose pi\u00f9 negative nel budo. La testardaggine lega corpo e spirito per produrre statue di pietra e paralizzare l\u2019azione. Cos\u00ec accade facilmente che uno pi\u00f9 debole vi superi. L\u2019ossessione della vittoria \u00e8 lo stato d\u2019animo che favorisce l\u2019avversario, cio\u00e8 \u00e8 contro voi stesso; bisogna coltivare questo pensiero a ogni alba e a ogni crepuscolo fino alla sua comprensione. Al contrario del vostro, il mio ki anima tanto la forza positiva che quella negativa, \u00e8 lo spirito immutabile ed eterno. Ricordatevi di &#8220;saika-tanden-no-chikara&#8221; (la forza del centro nel ventre), che consiglia di mettere tutta la forza nell\u2019addome e, sorvegliando bene questo punto, praticate seriamente -. Un lungo silenzio segu\u00ec queste parole; poi un gatto maculato, di una certa et\u00e0, avanz\u00f2 lentamente e disse: &#8211; Io penso che il segreto della vittoria risieda nel ju e nel wa in altre parole nell\u2019adattabilit\u00e0 e nell\u2019armonia. Come un velo leggero pu\u00f2 arrestare la traiettoria di una pietra, quando l\u2019avversario avanza mi ritiro senza oppormi, quando mi tira lo seguo senza resistenza. A lungo mi sono esercitato all\u2019arte di vincere utilizzando la forza dell\u2019altro, conservando la mia di riserva, ma questa sera non sono riuscito a controllare quel ratto col ju e tantomeno a dominarlo col wa. Lungi dal vincere ho sommato azioni infelici. Cosa devo pensare della massima: l\u2019adattabilit\u00e0 vince sempre sulla forza? Volete illuminarmi per sconfiggere il dubbio che mi tormenta? \u2013 Il vecchio gatto assent\u00ec e disse: &#8211; Il ju e il wa che avete studiato non sono quelli che permettono all\u2019ispirazione naturale di scaturire spontaneamente attraverso il canale del non-ego e dell\u2019innocenza. I vostri sono stati creati di comodo e voi li utilizzate come espedienti, da questo deriva la sconfitta odierna. Quando si \u00e8 ispirati dall\u2019egoismo e si ricerca un profitto personale, l\u2019intuizione della miglior cosa da fare non pu\u00f2 circolare in noi. Il vostro spirito frenato dall\u2019egoismo non permette lo scaturire divino dell\u2019ispirazione naturale che sgorga dal non-io e dal non-desiderio dell\u2019universo, per abbandono alle variazioni naturali del potere positivo e negativo, che produce il vento e il tuono, le nuvole e la pioggia, il caldo e il freddo, tutte cose senza principi. Ugualmente, il ju e il wa del budo (la Via del combattimento), per essere d\u2019ispirazione naturale, devono uscire dal non-io e dal non-desiderio. Ricordo che nella mia giovinezza nel villaggio vicino abitava un gatto strano. Sembrava che dormisse sempre. Lo si poteva credere di pietra. Nessuno ricordava di averlo visto prendere un solo topo. Tuttavia non vi erano topi attorno alla sua casa e dovunque si recasse i topi sparivano. Volli incontrarlo per chiarire questo mistero. Non rispose. Ripetutamente gli ho posto domande, ma lui restava in silenzio. Allora ho compreso chiaramente che quando avviene la comprensione non si parla, mentre si dice molto quando non si ha capito. Questo gatto taceva perch\u00e9 non poteva rispondermi, ma si poteva dire che avesse compreso i principi del budo attraverso il distacco da se stesso e dalle cose -. Ascoltavo cos\u00ec da qualche tempo. Poi non potei trattenermi, mi introdussi tra loro e, dopo aver salutato come si doveva, dissi: &#8211; Sono bushi (uomo d&#8217;armi) da lunga data; non sono un principiante della Via e da molto tempo studio il budo. Ma devo confessare che, malgrado tutti gli sforzi, non sono giunto al cuore dell\u2019Arte. Senza volerlo e per puro caso mi \u00e8 capitato di udire il vostro conversare, dal senso cos\u00ec profondo. Ascoltandovi mi \u00e8 sembrato di avere a portata di mano ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 difficile nelle arti guerriere e sarei felice di penetrare maggiormente questi segreti -. Muovendosi lentamente il vecchio gatto lasci\u00f2 il posto d\u2018onore e, inchinandosi secondo il modo tradizionale, ripose gravemente: &#8211; Non sono che un umile, piccolo animale. Come potrei&#8230; come potrebbe darsi che io conosca quanto conviene agli uomini, che sono i re della creazione&#8230; Eppure un tempo ho sentito dire dal mio Maestro che il segreto di catturare topi e quello del budo \u00e8 lo stesso e appartiene a una sola e unica Via. Cos\u00ec \u00e8 possibile che il miserabile animale che sono possa rischiare la scortesia di insegnare qualcosa a un uomo. Se mi assicurate di non offendervi, sono pronto a svelarvi il mio umile sapere a titolo di informazione -. Siccome protestavo affermando che, ben lontano dall\u2019essere offeso, ne sarei stato onorato, prosegu\u00ec. &#8211; Secondo il mio pensiero la vera natura, o l\u2019essenza, del budo non ha forma, tempo, odore. \u00c8 qualcosa come il vuoto, di sereno e calmo; tuttavia non \u00e8 il Vuoto e tantomeno la Morte, perch\u00e9 essa si trova dappertutto ben viva. \u00c8 una cosa incommensurabile e meravigliosa che agisce sempre imprevedibile e strana. Quando ci si immerge in tale essenza, per quanto possa sembrare incredibile, i cattivi pensieri, i desideri, tutto svanisce, come la nebbia del mattino si scioglie al sole. Il sospetto, l\u2019illusione e l\u2019angoscia fondono completamente e si viene bagnati dal vero ki che penetra nel profondo di noi stessi. Si prova come un\u2019immensa soddisfazione. Si sente che la barriera esistente tra la vita e la morte, tra il mondo limitato e quello illimitato, si dissolve da sola. Il segreto del budo non risiede nella vittoria o nella sconfitta, dove si compete nella tecnica, ma nell\u2019azione di assimilare la propria entit\u00e0. Il segreto per arrivarci \u00e8 il profondo distacco da se stessi e dall&#8217;interesse individuale. In un vecchio proverbio si dice: se hai un grano di polvere negli occhi, il mondo ti appare ben piccolo; se tutto sparisse dal tuo cuore l\u2019esistenza ti apparirebbe immensa. Nell\u2019ekkyo (arte della divinazione) si trova anche un passaggio particolarmente interessante per l\u2019insegnamento che racchiude: nella completa immobilit\u00e0, attraverso il distacco da ogni pensiero, la vostra intuizione lavorer\u00e0 da sola per entrare in contatto col mondo. In altre parole, se rifiutate i cattivi pensieri e tutti i desideri, potrete adattarvi interamente e senza accorgervene alla Via della Natura e dell\u2019Universo. Cos\u00ec otterrete un\u2019azione, un\u2019energia, tanto meravigliosa quanto strana. Un prete zen che aveva avuto la rivelazione del Cielo (ku) voleva ottenere lo zanshinritsumei, cio\u00e8 la tranquillit\u00e0 dello spirito, la verit\u00e0, la comprensione della sua missione. L\u2019ottenne attraverso differenti mezzi, al prezzo di dure sofferenze come: sedersi nell\u2019oscurit\u00e0 della sala di meditazione in pieno inverno e raccogliendosi profondamente nel silenzio completo durante lunghe ore; addentrandosi nel profondo delle montagne e delle foreste e facendosi colpire dall\u2019acqua ghiacciata e purificante di cascate che cadevano da oltre mille piedi; digiunando, e combattendo ogni desiderio corporale. Queste sofferenze volte a raggiungere l\u2019unit\u00e0 dell\u2019essere sono un esempio che mostra bene l\u2019oggetto principale della pratica del budo. Il vero samurai non si scompone in qualsiasi circostanza; non prova terrore e non si turba davanti alla minaccia di una lama scintillante; per quanto grande possa essere la sua sofferenza, pu\u00f2 affrontare immobile la prova dell\u2019acqua quanto quella del fuoco; pu\u00f2 mantenersi impassibile nella difficolt\u00e0 e nel dolore continuo; non perde la sua tranquillit\u00e0 davanti alle peggiori ingiurie e non s\u2019inorgoglisce delle proprie azioni, per quanto brillanti possano essere. La ragione del suo potere sta nel fatto che ha saputo comprendere la vera natura del budo. Questo si rapporta a quello che si chiama la reciproca intuizione, o la comunicazione da spirito a spirito (I-shin-den-shin) e per ottenere questa intuizione bisogna che vi misuriate l\u2019uno con l\u2019altro, che vi affrontiate reciprocamente per diventare eccellenti e migliori insieme. Bisogna passare per ogni tipo di sofferenza; \u00e8 nel corso di questo lungo periodo che comprenderete e assimilerete la Via naturalmente senza rendervene conto. Nessun Maestro che abbia avuto la rivelazione della Via, per quanto sia saggio, pu\u00f2 dare una definizione esatta di questa cosa o darle una forma qualsiasi&#8230; dovrai comprendere questo&#8230; &#8211; Il vecchio gatto aveva terminato la sua esposizione e scomparve improvvisamente come se si fosse dissolto nell\u2019aria. Ma avevo ascoltato il suo dire e sperimentato il sentimento di aver raggiunto il fondo ultimo della Trasmissione. A quel tempo esistevano parecchi Maestri rinomati nella mia Via (kendo e jiu-jutsu) ma dopo la storia che ho ricordato per voi, non mi sentivo inferiore a essi. Era grazie al dono ricevuto dal vecchio gatto. Cos\u00ec per non dimenticare la sua bont\u00e0 mi sono deciso a prendere per nome Furuneko Misinshai. E qui termina la storia del mio nome&#8221;. Stordito, mi resi conto di essere coricato sulla stuoia dell\u2019albergo. Mi sollevai a met\u00e0 e compresi che mi ero svegliato all\u2019annunzio della colazione gridato dalla padrona della locanda. Realizzai che tutto quello che avevo visto e ascoltato era stato solo un sogno. &#8211; Miao&#8230; &#8211; un lamento innocente usc\u00ec dalle coperte facendomi sobbalzare&#8230; Era il gattino che avevo ospitato a mo&#8217; di scaldino tra i piedi prima di addormentarmi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; STORIA DI UN SOGNO A BIZAN di Shiro Saigo Qualche tempo fa cacciavo nella penisola di Shimabara. La stagione si annunciava eccellente e nutrivo buone speranze. 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