Articolo di Lorenzo Piacentini EUNKA
Era una fredda giornata invernale, avevo molto freddo, tanta fame e mi trovavo seduto alla fermata dell’ autobus in attesa dello scuolabus. Vidì in lontananza il bus e alzandomi frettolosamente feci cadere lo zaino di Patrizio, chiaramente senza farlo apposta. Continuai a camminare senza accorgermi di quanto fosse accaduto, ma dopo qualche istante qualcuno mi afferro’ per la maglia e mi tirò indietro dicendomi :”ma che ca… fai?Mi hai buttato giu’ lo zaino.”
Patrizio è un ragazzo alto come me e cicciotello. In quell’occasione avrei potuto facilmente reagire spaccandogli la faccia, ma il mio maestro renzo Sclamti, sin dalla prima lezione di Karate, mi ha insegnato l’autocontrollo e l’umiltà. Decisi spontaneamente di rispondere con tono calmo e gentile, perché non è saggio arrivare alla violenza, né fisica né verbale. Gli dissi:<<Scusa,aspetta che te lo raccolgo subito>> e lui:<<Non fa niente
vai pure>> e lì mi lasciò. Questo per far capire che non ce mai bisogno di usare le mani, le parole possono risolvere tutte le situazioni. Vincere senza combattere, senza cercare lo scontro. Ho applicato il 6° precetto del Maestro G. Funakoshi: Il Karate è lealtà e spontaneità.
Io in quella situazione sono stato leale, ho fatto cadere uno zaino? Chiedo scusa e lo raccolgo!
