Una volta la pratica del Karate Do era molto focalizzata sulla resistenza fisica e psichica, al fine di rafforzare lo spirito. Questo aspetto “spirituale” dell’allenamento , che avevo ricercato anche nella pratica del Judo, mi affascinava molto. Quando è arrivato il Maestro Koike a Milano, avevo letto che in Giappone si praticava il KAN-GEIKO: “l’allenamento invernale”. Per una settimana/dieci giorni i caloriferi spenti, scaldabagno spento, acqua fredda, finestre aperte e lezioni dall cinque alle sette del mattino. Durissimo. Mi ricordo che sono andato da Koike a suo tempo e gli ho chiesto:” perchè non facciamo KAN-GEIKO”?
Lui mi guarda con aria schifata e mi dice: “no, italiani niente KAN-GEIKO”. Io risposi: ” guardi che gli italiani sanno essere anche più tosti dei giapponesi!!” Lui fa: “vediamo”. Il giorno successivo ha messo fuori il cartello KAN-GEIKO. Mi sono preso le maledizioni di tutti gli altri ed è cominciato il KAN-GEIKO. Lo abbiamo fatto tutte le mattine e il Maestro Koike è rimasto molto sorpreso e mi regalò una grande sveglia come ricordo del fatto che ogni mattina dovevamo svegliarci alle quattro.
“Allora quando è arrivato in Italia il Maestro Shirai, gli ho chiesto di fare KAN-GEIKO” e lui mi rispose :”bene, facciamolo!”
Lui faceva cosi’: “oggi facciamo per due ore solo seiken chokutsuki in kibadachi” Da impazzire. Il giorno dopo arrivano due canadesi…Arrivano questi due maestri canadesi e il Maestro Shirai dice sornione: “anche loro vogliono fare KAN-GEIKO stamattina,io ho detto meglio non venire, ma loro hanno insistito”.
Quella mattina c’erano i calci, Noi abbiamo cominciato piuttosto morbidi, ma i due canadesi, non sapendo che ci sarebbero stati i calci per tutta la lezione, hanno cominciato molto forte. Una vera pazzia! Dopo mezz’ora erano sul pavimento in preda a conati di vomito e non riuscivano più a continuare la lezione.
“Una volta mi trovai solo il palestra con il Maestro Shirai e mi ha proposto di fare un allenamento con lui”. Io tutto contento ho accettato, non sapendo cosa mi aspettava. Mi ha fatto fare 100 Bassai Dai. E’ un incubo perche cominci anche non troppo forte, ma poi man mano che vai avanti devi sempre aumentare la potenza.
Il bello è che li ha fatti tutti anche lui, non è che ti dicesse “fai cento Bassai Dai” e poi stesse a guardare. Arrivato ad un certo punto, verso il trentesimo Katà, pensi: “non arriverò mai”. Dopodichè entri in una specie di trance, e alla fine è il corpo che va da solo, poi ad un certo punto hai dei crolli improvvisi.. impari a conoscere veramente te stesso e tutte le tue debolezze. Dici a testesso. “basta non ce la faccio più” ..impazzisco! Poi senti la voce del Maestro:”ancora, piu’ forte, ancora!!

