Il M.Kase veniva in Italia su invito del M.Shirai per tenere dei corsi di aggiornamento agli istruttori. Gli allenamenti erano sempre stati molto intensi, estremamente fisici e si badava anche alla tecnica oltre che all’efficacia, le esibizione del M.Kase lasciavano a bocca aperta. Ogni sua tecnica era un’opera d’arte e si percepiva un’energia totalmente diversa. Nonostante la sua robustezza fisica, il M.Kase si muoveva con grandissima abilità e velocità d’esecuzione. Le sue tecniche erano precise come frecce a bersaglio e potenti come zampate di tigre. Quando applicava alcune tecniche lasciava l’impronta delle sue mani o dei suoi piedi sugli addominali ben allenati dei propri allievi. A volte combatteva con il Maestro Shirai, sempre per far vedere l’applicazione di alcune tecniche e il tutto risultava bello ed elegante, oltre che efficace e devastante. Quando venivano spiegati i Kata e i loro significati intrinseci, non si limitava a descriverli a parole, ma a far vivere vere e proprie emozioni mettendo tutti alla prova con se stessi. Lo scopo del suo insegnamento era far vedere le cose da altre prospettive, far vivere delle esperienze dirette simulando diverse situazioni reali o creando degli ostacoli immaginari da superare. Il M.Kase era un Maestro della dinamica mentale. Era capace di immaginare ciò che non c’era e di viverlo in prima persona come se fosse proprio la realtà. Questa era una delle sue armi più forti: la sensibilità, la capacità di immedesimarsi.
Il M. Kase amava parlare poco e tramandare i propri insegnamenti in maniera diretta ed essenziale,ma non si faceva scappare l’occasione di trascorre del tempo insieme ai propri allievi. Era una persona estremamente determinata, rispettosa e lo dimostrava in ogni occasione. Il M.Kase era un militare dell’aviazione aeronautica giapponese e scampò al triste destino di fiondarsi contro una portaerei americana grazie ad un comunicato radio che sanciva la fine del conflitto tra Giappone e Stati Uniti. Si può dire quindi che il Maestro Kase sia stato miracolato e che il cielo lo abbia affidato a tutt’altro destino. Questo evento è stato certamente determinante nella formazione della sua personalità, infatti il Maestro Kase era sereno e in pace con se stesso. Un Maestro di Karate con un tale bagaglio di vita alle spalle non poteva che perseguire la Via autentica e tradizionale del Karate, ecco perché il Maestro non amava le competizioni agonistiche. Egli le riteneva poco costruttive in quanto non veritiere dal punto di vista marziale. Gli arbitraggi sono difficili anche nel Kata, non solo nel Kumite. E’ molto difficile valutare nel suo insieme l’esecuzione di un kata, perché non esiste solo la tecnica o la bellezza estetica della forma. Come si può dare peso alle emozioni? Come si può quantificare la marzialità dell’esecuzione? L’unica risposta sta nella vera efficacia di una tecnica e questa può essere verificata solo se portata a bersaglio. Quindi l’agonismo in generale ha dei grossi limiti. Al fine di incrementare l’efficacia della tecnica marziale, il M. Kase la ripeteva le sequenze miliardi di volte, sino allo sfinimento. La continua ripetizione, la fatica fisica, mentale e spirituale, forgiava sia la tecnica stessa (rendendola sempre più raffinata)sia la resistenza. C’è un episodio particolare in cui il Maestro Kase ha dato un grande insegnamento a tutti i praticanti di arti marziali. In occasione di una dimostrazione di Karate il Maestro Kase si esibì con il suo Kata preferito “Chinte”, ma ad un certo punto commise un “errore” e si fermo un istante. In un battibaleno pronunciò “Heian Shodan”, il primo Kata della pace e della tranquillità e lo esegui con grandissima intensità. Perché ricominciare da zero? Perché riprendere dal primo Kata? Quando si commette un errore non si deve avare paura di sbagliare, ma è necessario tirare fuori il meglio di se e ripartire dai fondamentali per tornare agli alti livelli di conoscenza.
BIOGRAFIA 9 Febbraio 1929 – 24 Novembre 2004
Il Maestro Kase nasce il 9 febbraio 1929 a Chiba (Giappone), inizia la pratica dello Judo all’età di sei anni; diventa uno dei migliori combattenti per la sua abilità, per la velocità d’ esecuzione e per la potenza delle sue tecniche.
Ancor oggi, all’età di 75 anni egli rappresenta il Karate Tradizionale in tutti i suoi aspetti nonostante abbia subito un infarto nel maggio del 1999 il Maestro continua a praticare e a formare i maestri di tutto il mondo.
All’età di quindici anni inizia la pratica del Karate presso la scuola Shotokan di Tokyo.
Si laurea in Scienze Economiche all’Università di Senshu nel marzo del 1951
Il Maestro Kase è stato allievo diretto sia di Gichin Funakoshi che di suo figlio Yoshitaka. Viene comunque formato dal “Gigo”. Oggi è uno dei pochissimi allievi ancora viventi del M° Yoshitaka Funakoshi.
Già uno dei più qualificati istruttori della Japan Karate Association, il M° Kase arrivò in Europa nel 1965 e da allora, dopo alcuni anni trascorsi in Olanda ed in Belgio, è sempre vissuto a Parigi dove si è subito fatto apprezzare per le sue straordinarie qualità tecniche ed umane. In quegli anni la Francia era ai vertici del Karate europeo e il M° Kase fu subito chiamato dal presidente Jacques Delcourt ad allenare l’equipe francese, incaico che comunque lui lasciò di lì a poco per una precisa scelta di vita: l’insegnamento del Karate Shotokan secondo i più puri precetti del suo fondatore, scevro da condizionamenti politico-sportivi egli incarna l’amore per il karate cui ha dedicato la vita.
Nel 1986 decide di chiudere il suo dojo a Parigi per dedicarsi interamente alla diffusione del karate-do andando ad insegnare in diversi paesi europei, Italia, Olanda, Belgio, Germania dedicando le sue energie alla crescita non solo tecnica di quanti lo seguono e lo identificano come un mito vivente. Sempre nei primi anni ottanta decide di pubblicare due testi ” Karate-Do Kata nel quale indica le tecniche e le applicazioni dei 5 Heian e dei 2 Tekki e in seguito 18 Kata Superieurs Karate-Do Shotokan Ryu” La rettitudine del suo comportamento, la lealtà verso gli amici e gli allievi, la profonda umanità che lo contraddistingue, fanno di lui un punto di riferimento preciso per quanti amano il karate-do al di sopra delle sigle. Un esempio vivente per quanti del karate fanno un modo vivendi. Attraverso la pratica con il mestro T.Kase si approfondiscono sopratutto gli aspetti di tecnica grande ( Ô Waza ) e tecnica piccola (Ko Waza ) studiati da lui con il suo maestro più diretto,Yoshitaka Funakoshi e da lui costantemente ricercati.
Un momento importante del suo insegnamento viene dedicato alla percezione, attraverso la pratica della tecnica definita TOATE in sintesi toccare senza toccare fisicamente (d.r. karate ni sente nashi forse ha anche questo significato). Un esempio di cos’è TOATE è quando blocchiamo l’attaccante in maniera efficace e con molta energia l’inizio degli attacchi e, ripetizioni dopo ripetizioni, con grande concentrazione e con la respirazione adeguata può capitare che, pur non riuscendo a bloccare la tecnica offensiva dell’avversario, lui percepisca ugualmente la sensazione di essere stato bloccato, di non riuscire a portare a compimento ed efficacemente quanto precedentemente intrapreso. Al Maestro Kase viene inoltre attribuito il merito di aver introdotto i calci UraMawashi Geri ed Ushiro Geri. Con la sua devozione alla trasmissione diretta esprime in se tutto il sapere del Karate-Do, dell’esperienza e della ricerca. A lui si deve lo studio profondo sull’uso del KI. Praticare e ancora praticare, portare il corpo, la mente, la volontà oltre i propri limiti per scoprirli, superarli, usare il praticare per avere una tecnica reale ed efficace, in questo si viene accompagnati sotto la sua sapiente guida. Nel 1989 fonda la W.K.S.A. ( Worl Karate Shotokan Accademy ) oggi S.R.K.H.I.A. ( Shotokan Ryu Kase Ha Instructor Accademy ) l’Accademia che unisce assieme persone di diversi paesi che seguono il suo programma di insegnamento di Karate-Do che ha come simbolo Gi: Dovere e l’impegno di diffondere la vera esistenza del Karate Shotokan, Gi: Rettitudine. Dalla sua figura traspare lo spirito più vero di questa meravigliosa arte marziale.
Da tutti è considerato un mito vivente, un Maestro di altissimo livello tecnico e morale.


